Vasco Rossi: i fan gli scrivono per chiedergli più varietà nelle scalette dei concerti

Scritto da il 22/11/2017

E’ stata pubblicata su YouTube una lunga lettera aperta a Vasco Rossi, intitolata: “Vasco… stop! Lettera dai fan”, nella quale un gruppo che si dice piuttosto numeroso di fan critica il fatto che “da molti anni le scalette dei concerti risultano essere sempre molto simili tra di loro: poche novità, qualche ripescaggio fatto da anni recenti e i soliti classici che occupano buona parte dello spettacolo”. A corredo della lettera, che è anche “vocalizzata” da una voce sintetizzata, c’è anche una tabella che mette a confronto le scalette degli ultimi sei tour.

Ecco di seguito qualche stralcio della lettera:

Caro Vasco ti scriviamo, e vorremmo non farlo. Qualche anno fa ti abbiamo fatto recapitare una lettera firmata da più di cento persone; lettera che crediamo non sia stata capita e ascoltata, dato gli ultimi fatti. Noi fan che ci facciamo due

tre, quattro notti fuori dai cancelli degli stadi prima di un tuo concerto, noi che ti seguiamo in più date di un unico tour; noi che ti amiamo e che abbiamo imparato da te che cosa significhi dire no, vogliamo dire la nostra in una situazione che si sta trascinando da tanto tempo. Non ci firmiamo perché siamo davvero molti, non per questo la lettera ha meno valore.

È da molti anni che le scalette dei concerti risultano essere sempre molto simili tra di loro: poche novità, qualche ripescaggio fatto da anni recenti e i soliti classici che occupano buona parte dello spettacolo. In duecento canzoni da te scritte ne ruotano sempre massimo cinquanta. Questo è evidente anche dalla lista che abbiamo riportato in questo video.

È normale che in una carriera lunga e fortunata come la tua ci siano molti pezzi cardine che devono essere suonati, e di questo ne siamo consapevoli; ma questi pezzi occupano circa dieci o tredici spazi in scaletta. Noi ti chiediamo che le altre dieci posizioni, siano occupate da canzoni e capolavori che non suoni da venti o trent’anni, e che anche il pubblico di massa merita di conoscere.

Dal duemilaundici in poi, invece, abbiamo assistito a spettacoli dove, salvo quattro o cinque canzoni, le altre erano sempre riproposte negli anni e questo crea un effetto di “già sentito” che non è bello.

Sappiamo che la scaletta deve creare quell’onda di emozione e aspettativa nel pubblico, ma canzoni come “Ti taglio la gola”, “Una nuova canzone per lei”, “Se è vero o no”, “Io no”, “Dimmelo te”, “Brava”, “Cosa ti fai”, “Anymore”, “Domani sì adesso no”, e altre, meritano una nuova giovinezza. Anche se molti ormai per questo motivo hanno abbandonato i tuoi concerti, noi vogliamo ancora crederci e lottare, prima di rassegnarci.

Non sempre una folla osannante è garanzia che sia tutto perfetto, e sicuramente, da chi non capirà, ci saranno molte critiche a queste parole, dettate con il cuore. Ma chi ci conosce lo sa…….. sempre scomodi!
Vasco, non deluderci! Grazie


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