L’undicesima edizione prosegue con il Marco Morandini Trio e la prima STJ Session del 2026
Dopo l’anteprima di questa sera a Cala d’Ambra, il San Teodoro Jazz entra domani, martedì 1 settembre, nel vivo della sua undicesima edizione. Una giornata che riunisce alcuni degli elementi che caratterizzano il festival diretto artisticamente da Matteo Pastorino: l’attenzione alle nuove generazioni, la scoperta di luoghi diversi del territorio e quella dimensione informale e condivisa della musica che trova nelle jam session uno dei suoi momenti più autentici.

Il primo appuntamento è alle 18.30 nella Piazzetta di Puntaldia, nuova location dell’edizione 2026, con il Marco Morandini Trio, formato da Marco Morandini al pianoforte, Giulio Pisu al contrabbasso e Jacopo Careddu alla batteria.
L’appuntamento, realizzato in collaborazione con The Agency Sardinia, sponsor ufficiale del festival, porta per la prima volta il San Teodoro Jazz a Puntaldia e rappresenta anche la prosecuzione di un percorso avviato nella scorsa edizione. Marco Morandini è infatti il vincitore del premio come miglior solista dello STJ Contest 2025.
La sua presenza nel cartellone di quest’anno conferma la volontà del festival di andare oltre il concorso e di accompagnare i giovani musicisti nel loro percorso, offrendo nuove occasioni per presentare il proprio lavoro al pubblico. Una linea che attraversa l’intera undicesima edizione e che mercoledì 2 settembre troverà un’altra espressione nel concerto dei Far Side Quartet, vincitori dello STJ Contest 2025 come migliore formazione.

La giornata di martedì proseguirà alle 22 al Food Lab con la prima STJ Session dell’edizione. Sul palco saliranno Alain Pattitoni alla chitarra, Mauro Dore al contrabbasso e Carlo Sezzi alla batteria, tre musicisti che tornano a incontrare il pubblico delle session del San Teodoro Jazz.

Le STJ Sessions sono ormai uno degli appuntamenti più riconoscibili della manifestazione. Il concerto iniziale lascia progressivamente spazio alla jam session aperta, riportando il jazz alla sua dimensione più spontanea: un linguaggio costruito attraverso l’ascolto reciproco, l’improvvisazione e l’incontro tra musicisti.
È una formula meno formale rispetto al concerto tradizionale, nella quale artisti di esperienze e generazioni differenti possono condividere il palco e lasciare che sia la musica, sera dopo sera, a determinare la direzione dell’incontro.
Il programma proseguirà mercoledì 2 settembre con una giornata particolarmente significativa per il lavoro che il festival dedica alla formazione e alle nuove generazioni.
Tutti gli appuntamenti del San Teodoro Jazz sono gratuiti, con offerta libera a sostegno dell’Associazione Culturale San Teodoro Jazz.
