L’Australia chiude le classifiche musicali ai brani realizzati prevalentemente o interamente con l’intelligenza artificiale. L’ARIA, l’associazione dell’industria discografica australiana, ha stabilito che per entrare nelle chart una canzone dovra essere “sostanzialmente realizzata da esseri umani”.
L’IA potra essere utilizzata come strumento di supporto, anche nel mastering, ma composizione, voce principale e strumenti principali dovranno essere affidati ad artisti reali. Gli artisti dovranno inoltre dichiarare l’eventuale utilizzo dell’intelligenza artificiale al momento della candidatura di un brano alle classifiche.
Alla base della decisione, il caso che ha infiammato il dibattito nelle ultime settimane: una cover di Like a Prayer di Madonna, firmata dal dj Josh Fawaz e costruita con l’IA, che si e arrampicata fino ai vertici delle classifiche australiane scatenando polemiche a catena.
Un tema che riguarda da vicino anche chi, come noi, vive di musica vera: voci, strumenti, storie. Restate sintonizzati.
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